Pagellone difesa: la grande forza, la grande debolezza

Il titolo fa già intendere come il reparto arretrato sia stato un paradosso, o forse l’ennesima conferma che i play-off siano davvero un campionato a parte. Ma andiamo all’analisi in maniera induttiva, cioè dal particolare al generale, iniziando dalla porta.

DINI 6,5 – Se il Catania ha mantenuto la porta inviolata al Massimino per 16 partite di fila è anche merito delle sue parate. A memoria ricordiamo il rigore parato a D’Ursi, gli interventi contro il Monopoli, ma soprattutto in trasferta in tante partite non perse come Cerignola, Cavese, Monopoli al ritorno stesso. Il finale è in continuo peggiorare, però, togliendo sicurezza alla retroguardia.

BETHERS S.V.

IERARDI 6,5 – Il più continuo della retroguardia, anche prolifico con 3 gol importanti in momenti delicati. Dopo l’infortunio non è lo stesso di prima, del resto 3 mesi fuori non sono pochi. Sicuramente è quello che interpreta meglio il ruolo di braccetto con un po’ di spinta, nonostante le caratteristiche fisiche da centrale puro.

DI GENNARO 7,5 – Aloi, Cicerelli, con il senno di poi il suo infortunio è quello più determinante perché specchio della decadenza sul campo dei rossazzurri. C’é una difesa prima e una difesa dopo di lui, due gol che sapevano di promozione, non raggiunta.

CELLI 6 – Alti e bassi come sempre, non spinge mai nonostante le doti che possiede glielo permetterebbero. Impara a difendere, non è mai riuscito a coniugare fase offensiva e difensiva.

PIERACCINI 7 – Il partire dalle retrovie non lo deconcentra, neanche l’aver iniziato a singhiozzo quando chiamato in causa, perché con il tempo diventa il miglior marcatore del Catania. Sia a destra che a sinistra, in difensore non troppo alto e neanche corpulento, costretto a giocare d’anticipo. Lo fa molto bene. Nell’ultima contro l’Ascoli gioca al centro fornendo una prova mostruosa a fronte di un 9 molto abile a muoversi.

MICELI 5 – Non è Di Gennaro, ma neanche quel gran difensore di categoria di cui si parlava al suo arrivo. Timido a volte, spesso impreciso, troppi gol evitabili dalle sue parti.

CARGNELUTTI 4 – Voto più che per lui, per chi lo ha strappato ad un Crotone in cui faceva bene ed era titolare, per portarlo ad un Catania che ne aveva poco bisogno. 4 presenze, due da titolare, quasi sempre insufficiente; simbolo di un mercato di distruzione. Il suo voto sommato a quello di Miceli non fa neanche doppia cifra, parte del problema difensivo del finale è spiegato.

ALLEGRETTO 6 – L’ultimo in gerarchia a fine estate, Toscano lo vede poco, poi lo salva quando è costretto ad utilizzarlo. Si dimostra un difensore di categoria, nonostante le imprecisioni. Non fa mai disastri e cerca di mettere pezze, sufficienza piena.

CASASOLA 7,5 – L’ultimo periodo con la freccia in basso causa condizione fisica post-infortunio non influenza una stagione in cui è stato il più pericoloso di una squadra piena di trequartisti. 3 gol e 7 assist, ma una costante presenza in fascia immarcabile per 3/4 di C. Difensivamente ha meno presenza. ma le scivolate in recupero sono un suo must. Un bel giocatore davvero.

DONNARUMMA 5,5 – Perché non ha sempre spinto come nell’ultima uscita? Forse per direttiva, ma i suoi cross non sono malvagi. Quando li effettua. E’ rimasto sempre troppo arretrato mettendo in sofferenza la qualità offensiva della fascia. Un peccato: la palla per Lunetta a Benevento, le reti coraggiose contro Foggia e Lecco, un rammarico vero e proprio.

PONSI S.V. – Forse è meglio cercare il suo voto sul pagellone della dirigenza.

RAIMO S.V.368′ in campo, poteva essere usato di più per non portare Casasola al finale di stagione con la bomboletta d’ossigeno. Poteva dare qualcosina? Intanto contratto rinnovato di un anno.

Un reparto generalmente da 8 fino a gennaio, con 0 reti subite al Massimino per quasi tutto il campionato, poche anche in trasferta. 8 reti subite in 4 uscite ai play-off, il racconto dell’unica sicurezza costruita e poi distrutta molto velocemente.

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