Un mese per riflettere e tornare alla sua squadra, quella che è stata una sua creatura almeno fino a gennaio, con la consapevolezza di essere voluto dal gruppo. E di avere poco da perdere ormai. Un esonero a 6 giornate dal termine non deresponsabilizza Toscano dal campionato non vinto, ma di sicuro lo mette adesso nelle condizioni di dover creare la bolla al cui interno dovranno stare solo lui e la squadra. Resta anche l’alibi creato dalla tempesta confusionale creata da una società che deciso un esonero “non figlio soltanto di una partita ma di logiche ponderate. Non basta una partita per prendere una scelta di questo tipo. Le riflessioni si fanno sempre”, parole di Zarbano. Ma ci ha messo un mese a richiamarlo.
In questo quadro Domenico Toscano può vivere il prossimo mese e mezzo come un’occasione di rivalsa personale, ma con meno da perdere rispetto a 30 giorni fa. Chissà che non abbia ragionato a mente fredda su quanto ha sbagliato e che non possa trovare la formula mentale – quella tattica ci sembra quasi utopia – per trasmettere quel coraggio spesso mancato. Insomma potrebbe anche avergli fatto bene, a lui che in tutta la carriera solo una volta gli è capitato di stare in una piazza due anni senza vincere nulla. La responsabilità di cui parliamo da tanto tempo ora è dei giocatori, chiamati a dare più del massimo per loro stessi, per l’allenatore che hanno difeso, per chi li paga profumatamente.








