Longo: “La base è la difesa a 4, non mi sentirete mai trovare giustificazioni. Valuterò tutti gli elementi in rosa”

Emilio Longo si presenta da nuovo allenatore del Catania Fc, davanti ai giornalisti, rispondendo alle domande degli stessi toccando argomenti quali tattica, giocatori, mercato, ritiro:
“Ringrazio innanzitutto il presidente Pelligra, che spero di conoscere presto, il vicepresidente Grella e il direttore Varrà per l’opportunità. Ringrazio anche la proprietà del Crotone per avermi accompagnato in una bellissima avventura. Anche i miei vecchi giocatori, senza la quale non sarei riuscito ad arrivare qui.
Il progetto è nostro, perché abbiamo condiviso un’idea di gioco che porti a dominare gli avversari. Mi trovo in una sala stampa che mi ha sempre rispettato e stimolato le volte che mi ha accolto. Non c’è un giudizio rispetto al passato, ho stima per Toscano che ha vinto tantissimo. Spero che riuscirò ad imprimere la nostra filosofia nei giocatori. Un vecchio detto di che che puoi portare il cammello alla fonte, ma non puoi costringerlo a bere.
È chiaro che delle valutazioni andranno fatte, la linea difensiva ad esempio sarà a 4, se abbiamo sei difensori centrali è chiaro che dovremo fare delle valutazioni sul numero più che altro. Uno dei fondamenti su cui dobbiamo lavorare subito è la lealtà. Voi qua da me non sentirete mai giustificazioni, sentirete le mie letture.
Casasola e Donnarumma hanno giocato a 4 in passato, vedremo la loro disponibilità a giocare a 4 con Longo, non ho preclusioni. Mi auguro che alla fine avremo bisogno di meno cambiamenti rispetto a quelli che in questo primissimo momento posso avere in testa. Ho bisogno di capire se i miei giocatori hanno la totale disponibilità al ricercare i principi di cui abbiamo bisogno. Ma tanto me ne accorgo in 4-5 giorni di allenamento se un giocatore può dare quello che chiedo.
La preparazione con questo caldo in casa nostra ci permetterà il 24 agosto di partire con una marcia alta. Il programma di ogni giorno porterà ad un primo briefing, poi la colazione, lavoro, pranzo insieme, altra seduta e poi cena. La società ci ha messo a disposizione le attrezzature per creare una palestra che ci sarà utile. Giocheremo tanto, tanto, tanto, perché non voglio perdere tempo a fare troppo lavoro a secco e devo anche stimolare la curiosità di chi vorrò testare. Non userò il Cibalino, perché non lo reputo un campo adatto allo sviluppo della mia idea di calcio.
Io vorrei che si pensasse più a ciò che abbiamo, anziché ciò che manca. Le persone che mi hanno portato qui mi fanno capire continuamente quanto abbiano voglia di rendere questa squadra protagonista. Il direttore parlava di ringiovanimento della rosa, ma non intendeva solo dal punto di vista anagrafico; intendeva anche mentalmente, la freschezza che ad esempio serve per andarsi a prendere la palla nella metà campo avversaria.
Modulo di gioco? Mi è piaciuto il Ds ieri che ha parlato di principi e non di moduli. Uno schieramento vincente al 100% non esiste, altrimenti lo adotterebbero tutti. Non chiedo cose difficili ai miei giocatori, chiedo che sappiano pensare autonomamente. Faccio un esempio, la costruzione dal basso è una cosa che proveremo molto, ma se l’avversario ci viene a prendere alto è inutile fossilizzarci, proveremo a verticalizzare subito. Viceversa, se ci aspetta è inutile buttare la palla e giocare con il 50/50 di gioco. Oppure parliamo dei filtranti, è inutile che li facciamo se prima non palleggiamo, perché sono filtranti destinati ad essere intercettati subito.
Ieri a Torre del Grifo abbiamo fatto un sopralluogo di una parte, durata 45 minuti. Credo che il rapporto tra una struttura del genere e la Serie C non esista, voglio dire che siamo molto ma molto fortunati a poter contare su un impianto del genere. Ho trovato un posto in cui penso il futuro possa essere radioso.
Io non devo promettere la vittoria, devo promettere l’abnegazione nel cercare di costruirla. La base di partenza è buona perché è arrivata seconda e non ha gioito solo per una semifinale maledetta, poi vedremo quanto è ampia. La pressione me la sono cercata, io ho cominciato 26 anni fa nella provincia della mia città in 3ª categoria, oggi mi trovo a rispondere come allenatore del Catania. Potevo allenare altre 2-3 squadre che mi avrebbero chiesto più o meno lo stesso campionato che ho fatto negli ultimi anni, e invece ho preferito stare qui”.

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