Editoriale: la pazienza dei Santi, nonostante tutto

Nonostante tutto.
È questa la parola che accompagna la notte del Catania. Nonostante tutto, una squadra ridotta all’osso, costruita con ciò che era rimasto della passata stagione e con uomini che non sono tutti perfettamente funzionali al 4-3-3 di Longo, è riuscita a superare il Vicenza e a prendersi la qualificazione in Coppa Italia.
Nonostante tutto.
Perché mentre fuori dal campo regna una situazione che definire caotica è quasi un complimento, dentro il rettangolo verde qualcosa si muove.
E questa, forse, è la notizia più importante.
Longo ha avuto a disposizione appena sedici giocatori, con un gruppo ridotto ai minimi termini e con i nuovi acquisti impossibilitati a scendere in campo per una fidejussione che la società non ha ancora onorato.
Sedici uomini. Non una rosa. Un’emergenza.
Eppure Longo ha trovato il modo di mettere ordine nel disordine.
Ha messo cuore, personalità e acume. Ha dato una struttura a una squadra che avrebbe potuto facilmente smarrirsi dentro tutte le difficoltà che la circondano. Ha chiesto ai suoi giocatori di andare oltre i propri limiti.
Alle sue spalle, quasi come una chioccia, Varrà ha continuato a tenere insieme ciò che poteva essere tenuto insieme. A proteggere, a veicolare, a non mollare. Non è poco. Anzi, in questo momento è tantissimo.
Oggi c’è una differenza enorme tra l’identità della società e l’identità della squadra.
La prima, oggi, sembra smarrita, la seconda, invece, comincia a prendere forma consegnando un paradosso: fuori dal campo non si capisce quale sia la direzione, dentro il campo qualcuno sta provando a indicarla.
Ma quanto può durare la pazienza dei santi?
Questa è la domanda che prima o poi bisognerà porsi.
Perché la Serie C non aspetta nessuno. È un campionato difficile, tosto, sporco, nel quale ogni domenica bisogna conquistarsi centimetro dopo centimetro. Non è sufficiente avere entusiasmo, né può bastare l’orgoglio di un gruppo che decide di andare oltre le difficoltà.
Servono una rosa completa, alternative, qualità e soprattutto stabilità.
E allora la domanda diventa inevitabile: quanto può una situazione di continua incertezza non toccare una stagione intera?
Quanto può sopportare una squadra?
Quanto può compensare un allenatore?
Quanto può fare un direttore sportivo?
𝐐𝐮𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐕𝐚𝐫𝐫à.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐜‘è 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨.
𝐈𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐭𝐚𝐧𝐢𝐚 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐜𝐨: 𝐮𝐧 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨, 𝐭𝐫𝐞 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐮𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢.
𝐒𝐞𝐢 𝐢𝐧𝐧𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐭à 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 è 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐫𝐢𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐢 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐦𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐢.
È il mercato che serve a Longo per trasformare un gruppo di emergenza in una rosa realmente competitiva.
Questi giocatori però come gli altri già in organico devono poter essere tesserati e devono poter giocare.
E quindi il mercato torna inevitabilmente a incrociarsi con la situazione societaria.
Varrà può avere i colpi pronti, individuando gli uomini giusti, ma se fuori dal campo manca la certezza necessaria per chiudere le operazioni e rendere disponibili i nuovi giocatori, anche il miglior lavoro del direttore sportivo rischia di rimanere sospeso.
Ed è questo il vero cortocircuito del Catania.
Il progetto tecnico sembra avere una direzione. Il progetto societario, molto meno.
Dopo giorno 10, la società pagherà la fidejussione? Oppure sarà ancora una volta il Catania a pagare il conto, questa volta con punti di penalizzazione?
Soprattutto, quanto questa instabilità potrà verificarsi anche durante la stagione?
Perché la pazienza è una virtù e la pazienza dei santi, anche.
Ma una stagione di Serie C non si costruisce soltanto sulla pazienza, soprattutto sulla programmazione, sulla continuità e sulla certezza.
Intanto arriva il Parma, arriva il Tardini.
Per il Catania sarà come riaprire per una sera una porta verso qualcosa che oggi sembra lontanissimo: la Serie A.
Lontanissimo per competenza, struttura, organizzazione e tutto ciò che ancora manca al progetto rossazzurro.
Ancora Varrà a fare da chioccia e allenatore e giocatori a mettere cuore?
La pazienza dei santi, però, non è infinita.
E qui arriva il nostro Meta Verso, quello strano universo parallelo nel quale tutto sembra possibile e niente è mai davvero certo.
Varrà riuscirà a completare il mercato con l’esterno sinistro, i tre centrocampisti e i due attaccanti che ha già individuato?
Longo riuscirà a trasformare l’emergenza in una squadra vera?
La società riuscirà a garantire quelle certezze che servono per non compromettere il lavoro del campo?

Leggi anche