Il contraltare della direzione arbitrale di Potenza, la più discussa, multitematica e opinabile partita della stagione, è rappresentato da un portiere: perché così stanno le cose agli estremi delle tesi portate nelle ultime 48 ore. Da una parte Zago, dall’altra Andrea Dini: l’ex Trapani è stato il migliore dei rossazzurri, non determinante perché ha evitato il 2–0 dei padroni di casa solo fino a quando ha potuto, con due parate ordinarie nel primo tempo, con altrettante di livello più alto nella ripresa. La prima su Selleri a tu per tu, lì dove Dini si è sempre dimostrato bravo e freddo; la seconda su D’Auria da ottima posizione per l’attaccante.
Se alla peggior giornata del signor Zago, che di week-end difficili ne ha già avuti ed altri ne avrà, corrisponde la migliore per il portiere rossazzurro, le domande sono d’obbligo. Ce le siamo poste e continueremo a farlo. Ma una cosa non esclude l’altra, con l’ago della bilancia pendente un po’ di più verso ciò che si può controllare, ad esempio la mancata reazione per sfruttarle, le parate del proprio portiere. Longo per fortuna ne terrà conto e ripartirà da questo. Con la tranquillità di non dover indietreggiare sul percorso imboccato e di un portiere che chissà, nelle prime tre uscite avrebbe potuto dire la sua, a fronte di Rinaldi non colpevole ma passivo.









