Archiviato l’effetto Zago ed Fvs generati dalla sconfitta di Potenza, il Catania deve necessariamente voltare pagina sfruttando gli aspetti positivi e lavorando su quelli negativi. Per sfruttare ciò che di buono si è visto a Potenza bisogna concentrarsi sulla reazione e la rabbia. Un punto di partenza per rialzare immediatamente la testa è la fame che la squadra ha dimostrato negli ultimi dieci minuti, combinata alla personalità che Coda e compagni avevano già messo in vetrina dopo lo svantaggio iniziale. Reagire alle avversità è una delle doti fondamentali se si vuole vincere un campionato, soprattutto se di terza serie e ancor di più se si è andati in svantaggio per ben 5 volte in dieci giornate. Un altro aspetto certamente positivo è la media punti fatta registrare dal Catania nelle ultime sei giornate che, come sottolineato da Longo anche se un po’ in controtendenza rispetto alla volontà di andare oltre al risultato, recitano 13 punti e dunque un trend da primissimi posti. Il tentativo chiaramente è quello di mantenere la barra dritta, ma molto dipenderà dalla prossima sfida con il Giugliano.
Domenica prossima il Massimino tornerà protagonista ma il Catania dovrà esprimersi con determinazione e forza. In casa gli etnei hanno conquistato appena 7 punti in 5 giornate, attestandosi al tredicesimo posto nella speciale graduatoria. Troppo poco e troppa poca determinazione in alcune circostanze, e primi tempi spesso sbagliati. Ecco proprio i primi 45, anzi 15, minuti dovranno regalare una formazione affamata e decisa a chiudere gli avversari nella propria metà campo, dimostrando un approccio diverso rispetto ad altre gare caratterizzate da eccessive “riflessioni”. Impeto e ragione devono convivere, così come consapevolezza e quell’umiltà, due binomi che rendono progetti interessanti, vincenti.









