Negli scorsi giorni abbiamo definito ottobre come “il mese della verità” per quanto riguarda lo sviluppo del progetto rossazzurro sul campo e fuori (Torre del Grifo/marchio), ma il mese appena iniziato sarà determinante anche per un giocatore specifico: Fabrizio Caligara. Il centrocampista arrivato in pompa magna alla fine del mercato ha mosso i primi passi con la maglia etnea proprio nelle ultime due giornate, accumulando in totale 75 minuti ma facendo evidenziare una condizione ancora non ottimale. Il passo, infatti, non è certamente quello del miglior Caligara, così come di conseguenza l’intensità offerta in mezzo al campo dove però si è subito notata la capacità di giocare a testa alta smistando palloni e cercando di innescare i compagni in verticale grazie al suo mancino. La tecnica è indiscussa, così come la visione di gioco, mancano però ancora apparentemente la confidenza con la squadra e con i dettami del tecnico.
Riprendiamo l’ultimo punto: i dettami tattici. Longo ha utilizzato Caligara solo ed esclusivamente in sostituzione di Cavuoti che, fino al momento del cambio, aveva agito da trequartista. Le caratteristiche dei due giocatori sono assolutamente diverse e dunque l’impatto dell’ex Sassuolo (anche per i motivi sopracitati) non è stato abbastanza soddisfacente, ma la domanda in realtà è un’altra: anche al cento per cento, Caligara può essere il trequartista del 3-4-2-1? La sensazione è che i ruoli di mezzala, di mediano nel centrocampo a due o di playmaker a tre siano maggiormente congrui alle sue doti e alla sua attitudine, ma ad oggi Quaini e Vallocchia sono intoccabili, e l’adozione della linea a tre potrebbe scompensare un Cicerelli che ancora sembra in rodaggio; così come in rodaggio è tutto il Catania. Adattarsi per crescere, in attesa poi di ritagliarsi un ruolo da protagonista. Ad oggi la dimensione di Caligara è questa, ma come dicevamo ottobre potrebbe essere l’occasione per dimostrare tutto il suo valore e la sua voglia di incidere









