Editoriale: Con la testa, con coraggio

Ci risiamo: il Catania vola in trasferta su un campo difficile e ottiene punti e applausi. Forse stavolta meno convinti e sereni rispetto a Picerno, ma la freccia è verde e verso l’alto, in piena antitesi rispetto a quella prodotta dalla gara interna con il Barletta. Bene così per la truppa di Longo che a Caserta ha fatto intravedere note positive e negative, in un percorso chiaro in cui si notano in maniera nitida i punti di forza in fase offensiva e le follie in non possesso (soprattutto sull’uno a zero), ma che coerentemente riprende il discorso del “coraggio”. Ciò che è certo è che i tentennamenti e soprattutto il “piattume” visto nell’uscita precedente sono stati tendenzialmente un unicum perchè a Caserta si è visto un Catania spumeggiante in avanti e ingenuo dietro; capace di poter vincere 3-0 già nel primo tempo, così come di farsi raggiungere e superare per colpa di amnesie e voragini in fase di non possesso. Stavolta il risultato ha sorriso agli etnei, ma proprio se si vuole seguire il concetto longhiano di relativa importanza dell’epilogo della gara, in generale la prestazione è stata sulla falsariga di quelle precedenti al Barletta, con un accenno però di leggera crescita.

Tutto secondo i piani, si potrebbe dire, ma in realtà le sorprese non sono mancate. La prima è stata regalata dalle scelte iniziali. Lasciare in panchina Coda, dopo l’infortunio di Russo, non era assolutamente una mossa scontata per via della caratura del panchinaro e delle gerarchie insite nello spogliatoio. Se Lunetta avesse steccato, il rischio di mina autoinnescata sarebbe stato altissimo, ma così non è stato perchè l’intuizione di Longo è stata vincente. La prestazione del numero ventitré è stata oltremodo positiva, sfruttando il dinamismo e la capacità di legare il gioco venendo incontro e fornendo sponde per i compagni, così da sviluppare perfettamente le manovre sul centro sinistra. Ecco allora ancora una volta il coraggio. Longo va avanti per la sua strada con quella mentalità materializzatosi anche nella voglia di segnare espressa nell’arco dei novanta minuti, che a tratti ha rischiato di far deragliare tutto il treno rossazzurro, ma che alla fine ha portato al successo per via della tenacia. Però attenzione a non farsi condizionare, stavolta in positivo, dai punti. Troppe sbandate nella ripresa, troppe transizioni subite, e troppi gol divorati. Le vittorie aiutano il morale ma devono aiutare anche il lavoro sui difetti, perchè a mente serena è sicuramente più facile ammettere sbagli e assimilare le correzioni.

Adesso il Catania ha ancora una volta l’occasione per dare un senso al progetto affinchè risulti più consono al blasone rossazzurro. All’orizzonte c’è la gara interna contro il Crotone, poi le doppie trasferte contro Altamura e Potenza. Tre gare che oggi fanno pensare con ottimismo al futuro, ma lo sappiamo, ogni sensazione è condizionata dalla testata di Ierardi. Longo deve aver chiare in mente le correzioni, così come il motivo per cui in trasferta i suoi uomini si esprimano con maggiore efficacia e continuità di prestazione rispetto a quanto fatto vedere al Massimino, dove il pubblico non può essere un limite. Con Tabbiani, Caserta fu illusoria, con Longo la speranza è che sia un mattone di fiducia per allontanare definitivamente spifferi, malumori, sondaggi e tutto ciò che non favorisce la stabilità

 

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