C’è una sorta di avvocato non azzecca, ma “sbrogliagarbugli” al Catania FC da ormai 3 stagioni, peraltro bravo nelle pratiche complicate e quando meno lo si aspetta. Mario Ierardi non è più un calabrone che non accetta di non saper volare, ha cambiato ruolo ormai. In campo gode del ritorno a 3 dietro facendo il braccetto (come tutti i difensori e non solo), e al netto di alcune sbavature resta solido, dentro la partita: la Casertana dalle sue parti infatti rischia di fare male ai rossazzurri durante quei 15′ di frenesia. La spinta di Ierardi non c’è perché preoccupa troppo la reazione avversaria, e senza braccetti liberi di inserirsi tutto è più complicato.
Poi torna il sereno, una squadra coraggiosa ha comunque bisogno di ragionare così come fanno i rossazzurri negli ultimi 20 minuti. Rischia di cristallizzarsi il pareggio, ma ecco che Ierardi richiede l’obiezione, apre il suo Codice, e trova la norma giusta, dimenticata dalla scorsa stagione: calci d’angolo. Stacco imperioso sull’ex Di Tacchio per 3 punti meritati e benefici.
Come a Picerno, la rappresentazione del coraggio che premia, nel calcio. Oppure contro il Lecco se vogliamo andare ancora indietro, Siracusa, Monopoli, Foggia e non solo: 8 reti in 65 presenze, niente male per un braccetto, che diventa mano d’aiuto all’occorrenza. Continui a non preoccuparsi Ierardi, anche in casa dove gli spazi in cui può buttarsi sono più stretti. Parola alla difesa, Mario Ierardi.









