Top Player, Roberto Insigne: la fantasia che spinge

E’ la prima volta quest’anno, e che prima volta, che non possiamo non scegliere un subentrante come miglior giocatore rossazzurro. Certo Longo probabilmente può esternare una personalità più marcata in questo calcio generazionale, cambiato traumaticamente con i 5 cambi a disposizione: prima del 2020 forse ci avrebbe pensato due volte prima di cambiare il 36% di un 11 iniziale dopo solo 45′, brutti, minuti. E magari Roberto Insigne avrebbe goduto di un minutaggio minore per incidere. E’ il vantaggio più grosso posseduto da società virtuose. Veniamo all’impatto dell’ex Avellino sul buon Crotone visto al Massimino: il ragazzo ha le caratteristiche dello spaccapartite, per la voglia di dialogare con i compagni, l’imprevedibilità nei movimenti, sembra anche essere il più adatto a stare dietro una punta in caso di 4–2–3–1 come visto.
Due tiri verso lo specchio, uno fuori ed uno dentro ovvero il gol, la palla-trappola per le mani di Tanco al 92′. Mica male, anche per il lavoro senza palla che ha liberato dalla doppia marcatura un Cicerelli revitalizzato dalla libertà concessagli. Più di 15 palloni toccati da Insigne e mai uno sbaglio, con un Coda lì davanti che lo conosce come le sue tasche, o forse meglio. Adesso però arriva il bello, e difficile: confermarsi dal 1′ quando Longo lo riterrà opportuno. Molto presto, se gli ingressi dovessero essere di questo livello, da esterno o trequartista; ha già 2 gol ed un assist sul 30% dei minuti totali in cui è stato a disposizione, o in esattamente 160′ giri d’orologio. Mica male.

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