Il Massimino è un covo di passione ma anche di intenditori dotati di palato sopraffino che in casi eccezionali si lasciano andare mettendo da parte lo scetticismo della ‘prima volta’. In casi eccezionali, appunto, l’amore esplode a prima vista e si trasforma in standing ovation pure e, per certi versi, liberatorie. Un po’ come accaduto lunedì sera nei confronti di Nicolò Cavuoti. Del resto come dare torto ad un pubblico che anela di essere trascinato dalla tecnica e dalla sfrontatezza, di essere estasiato dall’abilità nell’uno contro uno ma senza trascendere mai in una spocchia nauseante. Cavuoti è stato bravo, molto bravo, perchè un giocatore ventitreenne reduce da 11 partite nello scorsa stagione, arrivato in una piazza gloriosa ma spazientita, in un contesto critico per assenza di risultati, attore in un cambio di modulo che lo vedeva protagonista, si sarebbe potuto nascondere o al contrario avrebbe potuto cercare di strafare. Lui invece ha trovato la giusta misura venendo coinvolto nel gioco con ben 25 palloni giocati ma senza mai eccedere in giocate fini a se stesse.
Analizzando i numeri si nota immediatamente la qualità delle giocate di Cavuoti. I 10 dribbling effettuati rispetto alle sole 2 palle perse sono emblematici, ma è stata l’importanza dell’uno contro a fare la differenza con la capacità di spezzare i raddoppi in mezzo al campo o di liberarsi in area di rigore come nel caso dell’assist per la rete di Lunetta. I 2 cross effettuati e l’unico tiro in porta della sua partita completano un quadro statistico che, stavolta, non rende pienamente merito alla prestazione del numero diciotto. A rubare l’occhio, infatti, è stata l’abilità di Cavuoti di trovare gli spazi giusti in un 4-2-3-1 in cui oggi la ‘sotto punta’ è sempre più raramente un vero trequartista ma più sovente un attaccante puro o una mezzala assaltatrice. L’ex Cagliari, invece, è una merce rara per il calcio moderno, soprattutto in terza serie e la speranza di tutta Catania è che la testa sia quella giusta perchè piedi e cuore sembrano essere già ben orientati. Se il buongiorno si vede dal mattino ci sarà da divertirsi, ma la responsabilità della crescita del ragazzo passa anche dalle sapienti mani di Longo che dovrà essere bravo nel farlo maturare al meglio, sfruttando totalmente le sue caratteristiche.









