Top Player: Alessandro Quaini, ancora tu…

Da preziosa “pezza” vivente che risolve problemi, a giocatore indispensabile e certe volte apprezzabile per giocate di fino, lui che è un irruento nel sangue. Lo diciamo in senso positivo. Da elemento sacrificabile sul mercato, ad esempio di impegno costante per i compagni. Alessandro Quaini si prende la scena anche a Picerno, nonostante i 4 gol messi a segno ed il ventaglio dei giocatori offensivi certo non manca. Ricostruisce con Di Gennaro e Dini la spina dorsale che lo scorso anno ha tirato la carretta fino a gennaio, alzando il tasso di attenzione sulla fase di non possesso: che nel Catania oggi vuole dire aggressione, ma anche chiusura degli spazi.

Diciamo anche che gode di un centrocampista accanto che sa fare tutto e deve solo entrare in forma, Vallocchia, ma la concentrazione con cui Quaini gioca ogni sfera che gli capita è da sottolineare, così come un altro aspetto. Perché parliamo da tempi immemori di infortuni muscolari continui (l’ultimo Torrasi, anche fisiologico dopo tante partite consecutive, in pochi giorni, senza preparazione), ma anche l’autogestione ha un peso. Avete mai fatto caso al fatto che il giocatore più utilizzato, anzi a volte sovrautilizzato, non è mai mancato dalla lista dei convocati? Quaini c’è sempre e rappresenta la figura del giocatore che da Catania ci deve per forza nascere: ci può anche diventare, in silenzio.

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