Non era facile tornare in campo dopo aver perso il posto in un’estate travagliata; non era facile tornare il campo dopo otto mesi dall’ultima gara giocata ed in un contesto difensivo alquanto vulnerabile. Dini e Di Gennaro lo hanno fatto. Sono tornati ed il peso specifico si è notato sia dal punto di vista caratteriale che tecnico, perchè la loro caratura ovviamente non può essere messa in discussione. Il centrale rossazzurro si è reso protagonista di una gara quasi perfetta, visto che i 60 minuti disputati gli hanno permesso di mettere a referto 5 chiusure; 4 contrasti vinti rispetto ai 2 persi; 4 verticalizzazioni; 2 soli errori nella gestione della sfera; e addirittura 2 tiri in porta. Numeri certamente convincenti che però non possono bastare a descrivere la sicurezza che la sua presenza in campo ha donato alla difesa e alla costruzione dal basso. Bravo Longo che, non potendo contare su un giocatore al cento per cento, ha deciso di “coprirlo” con una linea a tre che potesse rendere più efficace anche il lavoro di Ierardi.
I numeri non sono tutto e lo si capisce ancor di più pensando alla prestazione di Andrea Dini. L’estremo difensore, come spesso avvenuto al collega Rinaldi, ha subito due reti per cui non si possono attribuire responsabilità. Ciò che risalta agli occhi, però, è il salvataggio sul colpo di testa che avrebbe potuto rendere più traumatico il finale di una gara ampiamente segnata. Dini non avrà letteralmente “salvato” il risultato ma ha rimandato la mente allo scorso campionato e ai diversi interventi decisivi, soprattutto ad inizio anno. Adesso bisognerà capire come Longo vorrà gestire i due estremi difensori, sottolineando ancora una volta come Rinaldi comunque non si sia reso colpevole di papere o interventi realmente sbagliati. Ciò che è certo è che il rientro di due pezzi da novanta è stato utile, se non determinante, e se per Dini rimane il punto interrogativo in ottica futura, il rientro in pianta stabile di Di Gennaro sembra una situazione ormai inevitabile.









