Il Catania identitario, il Catania coraggioso, il Catania di Longo è quello che tutti attendono di vedere con continuità nel corso del campionato, ma che per adesso si è intravisto solamente a tratti. Contro il Barletta per la prima volta i rossazzurri si sono realmente adattati alla partita, al metro arbitrale e all’avversario, evitando una sconfitta grazie ad un atteggiamento più “sporco” che però non ha prodotto quasi nulla dal punto di vista offensivo. Ecco dunque che al centro del dibattito c’è sempre il tecnico, il suo pensiero e la sua ricerca di identità, ma in realtà l’integralismo di cui tanto si è parlato, a conti fatti, sembra essere stato ammorbidito osservando e ascoltando tutto ciò che orbita intorno al rossazzurro.
Tatticamente – Longo ha sempre affermato che l’identità non riguarda il modulo, piuttosto il modo di stare in campo e l’atteggiamento da offrire. Certamente in queste prime gare il tecnico ha dimostrato grande apertura variando gli schieramenti per trovare la giusta quadra. Il progetto è partito con l’idea del 4-3-3, basata su un organico bisognoso di tanti centrocampisti, arrivati poi nell’ultima settimana di mercato. In realtà questo modulo è durato 5 partite, quelle necessarie per racimolare un pareggio e 4 sconfitte. Dal Cosenza in poi la rinuncia al playmaker ed il passaggio al 4-2-3-1 con Cavuoti sulla trequarti. Non un cambio drastico, anzi la stessa variazione in senso inverso avvenuta a Crotone, ma anch’essa durata quanto un soffio di vento. Due gare e poi da Picerno l’adozione del 3-4-2-1 ricalcando in parte il solco della scorsa stagione per blindare la difesa grazie a Di Gennaro e Dini.
Ciò che è certo è che Longo sta dimostrando apertura mentale dal punto di vista tattico ma non è detto che la via della difesa a tre sia quella definitiva. Le settimane di lavoro tipo permetteranno al tecnico di trovare l’assetto a suo avviso corretto ma la priorità sarà cercare di mantenere la voglia di offendere ed il coraggio, il tutto da amalgamare però con quell’abnegazione difensiva che avrebbe forse permesso di racimolare qualche punto in più; o meglio di non perdere gare sanguinose. Il lavoro è tanto, il tempo poco ma adesso è necessario che le idee si trasformino costantemente in realtà








