Senza giri di parole, dopo tante giornate passate a sviscerare concetti e ricamare sulla teoria del calcio identitario, oggi partiamo semplicemente da un dato: tre vittorie consecutive. Suona bene ed è netto, incisivo e chiarificatore, perchè ottobre doveva essere il mese della verità, ed il Catania sta davvero iniziando ad ingranare la marcia. Il successo di Altamura non è un macigno, ma sicuramente è un bel mattoncino di cui Di Gennaro avevano bisogno, perchè arrivato grazie alle reti pesanti di Coda e Insigne (di Cabianca parleremo dopo); perchè arrivato ancora una volta in trasferta dove il Catania va a nozze; ed infine perchè arrivato in ogni caso grazie ad una buona prestazione. Se il Catania avesse vinto “rubacchiando” o in maniera sporca, il discorso probabilmente sarebbe stato diverso, invece gli etnei hanno meritato i tre punti mostrando solidità e forza, oltre a quel pizzico di fortuna in difesa che di certo non guasta. A proposito, a renderlo “mattoncino” contribuisce anche la porta inviolata di Dini.
Al netto dello 0-3 e dei sorrisi generali, la sensazione più confortante è che il Catania sembra essere perfettamente nella mani del proprio tecnico che sta giostrando uomini e scelte in maniera certosina. Proprio i protagonisti del match, Coda e Insigne, erano stati “lanciati” da Longo nell’ultima settimana davanti ai microfoni, quasi come se avesse fiutato il momento opportuno per esaltarli e farsi trascinare. I moduli sono stati diversi, da inizio anno sostanzialmente tre, ma è la fluidità dei movimenti in campo che può lasciare soddisfatti, a prescindere dal numero che si legge sulla distinta; e poi il coraggio chiesto ai suoi interpreti e incarnato perfettamente da Cabianca. L’ex Salernitana è un giocatore a dir poco prezioso che, come detto già la scorsa settimana, leggeremo spesso fra i primi undici (e forse nella top 11 settimanale della Serie C) perchè allo strapotere fisico abbina una propensione ad offendere ed una determinazione che difficilmente si notano in giro. L’unico suo difetto fino ad ora in carriera sono stati gli infortuni, e la speranza è che non lo frenino ulteriormente. Proprio gli stessi che potevano far titubare i rossazzurri a causa delle perdite di Caligara e Ierardi (oltre a Corbari), ma così non è stato perchè il gruppo è davvero forte.
A proposito di forza dell’organico, molto spesso negli ultimi giorni è stato fatto il paragone con la rosa della scorsa stagione… beh probabilmente il Catania attuale ha qualcosa in più, inutile nascondersi. Vallocchia è un motorino infaticabile, Masciangelo è più intenso di Michele Placido ne ‘La Piovra’; Cicerelli c’era, e c’è; e in avanti Coda e Insigne hanno fatto alzare notevolmente l’asticella. L’unico dubbio poteva essere legato al combaciare di caratteristiche e personalità con il credo di Longo, ma la fiducia sta dando i suoi primissimi frutti. Precisiamo, ancora sono frutti acerbi, ma il percorso sta rispettando le aspettative, con le difficoltà iniziali e la crescita di ottobre. Tutto secondo i piani, dunque, con aspettative logiche (benchè negative relativamente al mese di settembre) rispettate ed una crescita di consapevolezza e solidità che dovrà permettere di limitare gli errori in transizione. In mezzo il ritorno catartico a Torre del Grifo e l’intervento del Comune a sgombrare il campo da equivoci per quanto riguarda il marchio. Probabilmente servivano i punti per far stare sereni gli scettici, sicuramente i punti non bastano per far sembrare tutto rose e fiori, ma sabato prossimo c’è il Potenza. Punti e basta.








