“Il Catania ha bisogno di tempo e i primi frutti si vedranno in ottobre”. Quante volte abbiamo sentito, e noi stessi ribadito, questo concetto, ed in effetti la vera discriminante tra quello a e quello che sarebbe potuto essere era proprio il tempo che ha permesso di lavorare sul campo in allenamento e migliorare la condizione in palestra. Nel periodo delle castagne sono arrivati i primi risultati del progetto rossazzurro, visto che dall’inizio di ottobre Di Gennaro e compagni hanno raccolto 9 punti in 4 partite, realizzando ben 12 reti e subendone 4. Certamente i 3 punti lasciati per strada nello scontro diretto contro il Potenza pesano nell’economia della classifica, ma i passi in avanti si sono visti non soltanto sotto il profilo statistico ma, cosa ancora più importante, dal punto di vista del gioco e dell’identità. Dal secondo tempo con il Crotone in poi, il Catania è apparso più coraggioso, dinamico e lucido nelle scelte; e seppur siano state registrate ancora alcune amnesie difensive e sprechi offensivi, di certo la freccia è tendente verso l’alto.
In realtà la serie utile del Catania parte dal 15 settembre, dalla sfida contro il Picerno, e la media delle ultime 7 gare è di 2,2 punti a partita con 16 punti conquistati ed un rendimento secondo solo al Potenza. Questa è chiaramente la velocità che la macchina etnea deve mantenere se vorrà scalare la classifica, soprattutto pensando ad un novembre sicuramente intenso. Prima il Sorrento, poi la Salernitana in trasferta, per arrivare al match clou contro il Bari del 22 novembre al Massimino. Un percorso simile a quello dello scorso anno (Salernitana e Benevento una dietro l’altra), ma con una mentalità e una consapevolezza probabilmente diverse. L’ultima gara di novembre sarà in quel di Casarano, con un Chiricò sempre pronto a rompere le uova nel paniere. Insomma la fiducia non deve mancare, ma la mente deve rimanere ancorata al presente, e dunque in primis alla delicata sfida di Cerignola di sabato prossimo









