Caserta si avvicina, così come ottobre in un autunno rappresentativo della complessità del girone C. Nella città della reggia, forse la più impegnativa tra le prossime uscite, il Catania troverà l’unica imbattuta del girone fino ad ora; poi il ritorno al Massimino contro il Crotone, la doppia trasferta prima ad Altamura e poi Potenza, infine rientro con il Giugliano prima di Cerignola. Poco da scherzare, perché se in casa gli avversari sono abbordabili ma pur sempre da affrontare in un Massimino terra di conquista ultimamente, in trasferta 3 squadre su 4 si trovano a sinistra in classifica. Anzi, tra le prime 5.
Troppo per la squadra di Longo? Se si pensa all’andazzo da giostra fino ad ora, viene il mal di testa. Oppure gli stimoli possono accelerare il processo di crescita che si aspetta la dirigenza, ancora fiduciosa nell’allenatore: del resto nessuno si aspettava i 3 punti a Picerno.
E poi c’è il fattore allenamenti, perché se dopo 1 mese i punti dovevano essere di più e non c’è calendario che tenga, il tecnico adesso verrà in ogni caso accontentato dalle settimane di lavoro complete. Non ci saranno scuse, meno gestione delle forze e più lezioni che però i giocatori dovranno ben assimilare. Basti pensare che dall’inizio del campionato, il Catania ha giocato 7 partite in 26 giorni: nei prossimi 38 ne affronterà 6.
C’è da cambiare marcia, in generale ma ancora di più al Massimino, trovare punti accorciando sulle 10 squadre avanti in classifica, ed allo stesso tempo distribuendo minutaggio a chi non è ancora in condizione: è purtroppo il risultato del ritardo accumulato. Eppure smussando certe convinzioni, entrando nel circolo vizioso dei risultati e della fiducia del lavoro svolto, tutto ciò potrebbe anche accadere.








