Pensiamo ad un’immagine che possa sintetizzare la splendida serata rossazzurra: la faccia pulita e sveglia di Cavuoti; la felicità di Insigne, la commozione di Lunetta, la tenacia di Quaini… Ce ne sarebbero tante di foto emblematiche, ma in realtà sarebbe ingiusto cercare la sintesi in una serata in cui ogni aspetto deve essere enfatizzato perchè foriero di forza e fiducia. Il Catania in tutti i suoi interpreti ha espresso semplicemente una cosa: autorevolezza. Una superiorità netta frutto in primis del palleggio, stavolta senza sbavature, che ha permesso alla retroguardia di non dover far fronte a transizioni complicate; in secondo luogo a quell’intensità ricercata anche nelle prime giornate, ma che stavolta è durata novanta minuti. E allora adesso è tutto fantastico? Il Catania vincerà a mani basse il campionato? Ovviamente no, ma questo mattone doveva essere messo a tutti i costi e adesso lavorare sarà sicuramente molto più facile per Longo e i suoi.
Una vittoria così netta è ovviamente incoraggiante, non solo per l’entusiasmo che esplode nei singoli ma perchè certifica che le idee del mister possono fare vincere e divertire. Una prova della voglia di dimostrare qualcosa a se stessi, al pubblico e allo stesso Longo si evince dalle corse all’indietro fatte per tutta la gara ma soprattutto al novantesimo minuto da parte di Cicerelli, Bruzzaniti e Coda. Non solo il costante Quaini, ma tutti i giocatori del Catania hanno dimostrato grandissima attenzione e determinazione perchè l’asticella doveva per forza essere alzata e non potevano bastare unicamente venti minuti a partita. Nelle scorse partite il mercato ed i pensieri derivati ci avevano messo lo zampino, così come l’assenza totale di amalgama, che adesso non può adesso essere ai massimi livelli, ma sicuramente era nettamente superiore a quello di un Cosenza apparso derelitto. Ecco con onestà intellettuale bisogna valutare la caratura dell’avversario, oggi, non eccelsa, ma ciò non deve rendere meno energici gli applausi agli etnei
I margini di crescita sono forse uno degli aspetti più incoraggianti. La serata perfetta non ricapiterà spesso, altre volte ci saranno sbavature da fronteggiare, rimonte da imbastire o infortuni a cui far fronte, ma questa partita porta in dono una buona dose di consapevolezza. La consapevolezza che Cavuoti è una perla rara per la serie C perchè raramente un trequartista ventiquttrenne arrivato da sei giorni in una squadra come il Catania, in un contesto complesso, con un nuovo modulo, riesce ad incidere come avvenuto stasera. Coda può dare un contributo incredibile, Insigne può fare la differenza, Lunetta non è al cento per cento, Vallocchia e Caligara sono tutti da scoprire ed ammirare. Tanto materiale su cui ragionare, sorrisi potenziali che c’erano anche il due settembre ma che il Savoia e la mancanza di tempo avevano offuscato. E poi c’è Quaini che rappresenta l’anima di questa squadra, forse il leader, e che difficilmente non farà parte dell’undici iniziale (almeno in questo momento).
La cosa però più importante ed interessante è che Longo non ha abdicato di un centimetro alla sua ricerca dell’identità, senza farsi impaurire dai risultati. E la squadra lo ha seguito, convinta di poter fare bene. Ecco questo forse è il dono principale di questa sera “la forza della idee” che deve scalfire i limiti di un inizio di stagione travagliato. La cena è appena iniziata, ma l’assaggio di identità, autorevolezza e spettacolo hanno fatto venire appetito a tutti









