Longo: “Non vedo abbastanza cattiveria, sembrerò pazzo ma secondo me non siamo lontani dall’identità che vorrei”

Al termine dell’orrenda serata di Coppa per il Catania, la terza sconfitta consecutiva di questo inizio di stagione, parla Emilio Longo:

Siamo in un momento di grande difficoltà, è difficile fare analisi. Non si può giustificare un risultato così largo. Io negli ultimi due anni con il mio staff ho ottenuto il miglior attacco due anni fa ed il secondo migliore lo scorso. La mancanza di finalizzazione mi lascia molto perplesso. Abbiamo tirato 13 volte in porta e vengo a commentare uno 0-3, mi viene veramente difficile fare analisi. La squadra prova a far gol in movimento.

Vanno sistemate tante cose con calma, i nuovi arrivati hanno bisogno di tempo. Torrasi ha avuto un ottimo impatto con la partita, è stato equilibrato fino al 70′, ma all’interno di una squadra che prova senza fare cose interessanti, inserirsi non è semplice. Masciangelo è qui da una settimana e potrà essere in forma tra non molto. Coda ha bisogno di minutaggio, l’ho messo dentro perché mi immaginavo un arrembaggio. 

Noi stiamo andando in svantaggio alla prima situazione importante degli avversari, l’episodio non ci vede mai protagonisti. Se tiriamo tanto, dobbiamo essere più cattivi e cinici. Ci sono state macchie difensive come sul secondo gol, non va bene. L’attaccante avversario arriva in porta con una facilità incredibile. Non vedo cattiveria, ripeto sempre la stessa cosa e lo so, il responsabile sono sempre io. 

Il cambio di passo dovevamo farlo già ieri, c’è bisogno di una scossa per iniziare un cammino virtuoso. Non credo che oggi sul tavolo debba essere azzerato tutto quello che vorremmo fare. Il progetto è valido, dobbiamo provare a vincere dominando perché i tentativi fatti nel secondo tempo con i lanci lunghi, non servono né ad essere identitari né ad ottenere risultati. 

La squadra non è compatta, on riesce a stare su ma non credo si sia lontani da questa possibilità. Sembro un pazzo, lo sono probabilmente, i miei inizi non sono mai stati eclatanti. A Picerno al primo anno dopo 7 partite ero ultimo, poi ci siamo giocati il terzo posto all’ultima giornata. L’anno dopo poco sotto la Juve Stabia. Anche a Crotone discorsi simili. Questo per dire che so dove andare nonostante i fischi di oggi che merito io prima dei giocatori. Non sempre il lavoro al massimo premia al 100%, se fosse sempre così io avrei vinto una Champions League“.

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