Numeri impietosi e quella “caratteristica” di Longo…

L’inizio di stagione del Catania è stato scioccante per l’entità delle difficoltà viste in campo e per i risultati oltremodo negativi, ma i numeri descrivono in maniera ancor più netta le criticità. La squadra rossazzurra in cinque gare ufficiali ha perso per ben quattro volte, riuscendo a racimolare un pari nella prima uscita, in Coppa Italia contro il Vicenza, dove i rigori sorrisero agli etnei. Poi solo sconfitte con un parziale inquietante nel saldo gol fatti/gol subiti.

A fronte delle sole 2 reti realizzate, Perrotta e compagni hanno subito 10 gol (una media di due reti a partita) non mantenendo mai la porta inviolata e facendosi sorprendere per 4 volte su calcio piazzato. Dal punto di vista offensivo sono state 3 le partite a secco, ma più in generale il Catania non ha mai segnato su azione. Tutto eccessivamente negativo per una squadra che è sempre passata in svantaggio e non ha mai avuto la capacità di recuperare, sfruttando parzialmente la panchina con una rete arrivata da Russo.

Questi i freddi numeri, simili a quelli fatti registrare da Longo a Picerno dove dopo dieci giornate era ultimo, e a Crotone dove le prime sette gare furono da dimenticare. Tutti conoscevano questa “caratteristica” degli avvii del tecnico campano, ma proprio per questo sarebbe stato doveroso creare un contesto lavorativo il più confacente alle sue esigenze. Così non è stato, ma non può neanche essere l’alibi dell’intera stagione. Lo stesso Longo dovrà invertire il trend, sperando in scalate simili proprio a quelle fatte registrare negli scorsi anni

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