Primi tempi: due volti diversi fra casa e trasferta

La gara di Crotone ed il rendimento casalingo hanno generato una domanda nella mente dei tifosi etnei: come mai il Catania sbaglia i primi tempi? Rispondere a questa domanda non è assolutamente facile, dunque l’unica cosa che possiamo fare è prendere i numeri, sviscerarli e capire che probabilmente è tutto un discorso mentale legato, soprattutto, alle partite casalinghe. Il saldo generale fra primi e secondi tempi non desta eccessiva preoccupazione visto che ai 10 punti maturati nei primi 45 minuti ne corrispondono 13 al novantesimo, per un più tre che non altera apparentemente la visione. Se però andiamo nel dettaglio del rendimento casalingo ed esterno, ecco sì che qualcosa non quadra.

In casa il Catania ha giocato 5 gare e nei primi tempi di queste partite sono maturati appena 4 punti con una sola frazione chiusa in vantaggio (Cosenza), il pari con il Barletta e ben 3 circostanze in svantaggio. Diametralmente opposto il ruolino fuori dove in sole 3 gare il Catania è andato in vantaggio in 2 circostanze (Picerno e Casertana) realizzando parzialmente 6 punti, e dimostrando un approccio positivo anche quando il parziale è stato avverso come in quel di Monopoli. Un altro dato emblematico riguarda i gol segnati: 4 in trasferta (3 a Picerno, 1 a Caserta); rispetterò all’unico gol casalingo, su rigore, sempre con il Cosenza.

Le difficoltà nei primi tempi al Massimino non possono essere frutto unicamente del caso, ma c’è qualcosa che mentalmente frena i rossazzurri. Serve maggiore fiducia e consapevolezza perché per una squadra come quella di Longo non può esistere un “tabù” Massimino. Per fortuna all’orizzonte ci sono due trasferte, insidiose sicuramente, ma in cui il Catania potrebbe trovare nuovamente il giusto feeling con i primi 45 minuti.

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