Minuto numero 8, 55 secondi sul cronometro, tutti seduti in attesa della fiammata: il ragazzo con la 18 sulle spalle salta il capitano del Giugliano con una finta che lo lascia sul posto, supera in velocità un altro veterano della C come Zammarini. Qualcuno sugli spalti si alza. Lunetta ha adesso lo spazio sulla fascia e vorrebbe essere servito, ma ormai il ragazzo è partito a testa bassa e punta lo spazio, strettissimo, tra Caldore e Panico, ci si infila con una conduzione di palla perfetta. Ormai non lo prendono più, c’è solo il portiere Bolletta davanti e tutto il Massimino in piedi, ma la palla è sul destro, quello meno preferito: serve la conclusione più difficile ma perfetta per coronare una rete che avrebbe del magnifico; e che arriva, con il pallone all’incrocio sul primo palo.
Ci siamo presi le prime righe per raccontare una delle reti più belle segnate dal Catania nei suoi ultimi anni di vita, ad opera del migliore in campo Nicolò Cavuoti. Il trequartista dimostra di essere un ragazzo con principi e carattere, dopo le strigliate anche con mano pesante di Longo nelle ultime settimane, e risponde facendo la giocata più bella alla prima di 18 giocate che l’hanno visto protagonista. Non è un dettaglio. Questo denota anche la bravura di Longo sulla testa dei sui giocatori, ma avremo modo di approfondire.
6 dribbling riusciti ed un assist e mezzo: quello pieno nel suggerimento per Coda, il mezzo sulla gran giocata a lanciare Cicerelli prima del cross al bacio per il bomberone ex Samp. Un solo tiro, ma è quello più importante, e 0 palle perse. Il Cavuoti di ieri non può essere tolto dal campo, e Longo non lo farà, se dimostrerà la continuità necessaria in una squadra piena di numeri 10 o comunque qualitativi. Dipende da lui, trascinare con le sue possibilità ed insieme agli altri, la corda da traino a cui è agganciata la promozione.








